lunedì 1 dicembre 2014

Trieste città friulana: le quindici regole

Ciò. Sembra proprio che Udine abbia appena superato Trieste nella classifica della qualità della vita.
Longhi e pupoli.

Ma sarà veramente così? Proviamo a immaginare una Trieste sotto il dominio lanfur.
Come cambierebbe la nostra vita? Quali sarebbe il quindicicalogo impostoci dai friulani?

Questo:

  1. Da oggi la lingua ufficiale della città è il marilenghe e sarà insegnata in tutte le scuole, asili nidi compresi. I cagainbraghe che pretenderanno un cambio di pannolino dovranno imparare da subito a chiedere par plasê
  2. Obbligatori anche corsi di dizione per eliminare quel'acentaz tremendo che gavè. 
  3. “Ailo”, “Ulo”, “Ecolo”, “Ecoci” saranno sostituiti inderogabilmente da “Mandi”. 
  4. No se pol dir “No se pol”. Al suo posto subentra “Cumbinin”. 
  5. Fuorilegge anche monadis come “Volentieri”, “No tegnimo”, “No i fa più”, “Gavevimo ma no andava”, “Podessi ordinar ma no savessi se rivassi”, “Saria de dar un cuc in magazin, ma no posso desso” e “La provi in Friul”. 
  6. Gli intercalari “Ciò” e “Dei” andranno sostituiti da un bel bestemmion
  7. Restando in tema: basta con sta bora in scatola. Il nuovo souvenir della città sarà ”Bestemis in scatolutis”. Aprendola, al posto di venir spettinati da un refolo di bora, si sarà travolti dalla voce di Germano Mosconi, cittadino friulano emerito. 
  8. Dio xe furlan, fatevene una ragione. E paga sia oggi che domani. E anche ieri. Egli riceverà inoltre il marchio di “Tipicamente Friulano”, con somma celebrazione nella Cattedrale di San Just. 
  9. Il Tokaji ungherese è satana. Chi sarà sorpreso in suo possesso sarà giustiziato tramite coma etilico irreversibile di Tavernello. 
  10. Tutte le galline con due teste trovate a scorazzare libere, o peggio ancora a svolazzare sopra i coppi di Triest, saranno decapitate di una delle due teste, riportandole così a una forma più in linea con la sacra bandiera del Friul. 
  11. La squadra della Triestina Calcio verrà fatta fallire e che vada a remengo. Ah, ma a questo ci avevate già pensato da soli, bravi. La squadra del vostro cuore da oggi sarà l'Udinese. Tutti i cittadini dovranno recarsi in pellegrinaggio obbligatorio ogni domenica allo stadio al grido di Ale' Udin, vestiti da Zico col cappello di alpino. 
  12. Mikeze e Jakeze saranno sostituiti da Florean e Venturin. 
  13. Il pontone ruzzine Ursus diventerà un ripetitore di Radio Onde Furlane
  14. Basta con le case di riposo, è finita la pacchia per la quale tutti in questa città no vedi l'ora de diventar veci. Verrano trasformate da subito in case di lavoro
  15. Il principe dei simboli del cazzeggio triestino, el tran de Opcina, sarà obbligato a funzionare 366 giorni l'anno senza romper i coioni. 
Il quindicicalogo è tratto dalla maldobria della Trieste furlana de Polska... rivemo! 
Un 'ssai bel libro nonchè ebook ;)
Prossimamente: il quindicicalogo de Udine triestina.


lunedì 24 novembre 2014

Le cinque fasi del sindaco di Trieste

Ispirati dal noto ricercatore Italo Cerne, ci siamo dedicati allo studio della figura mitologica del Sindaco di Trieste. Non Cosolini, ma proprio il sindaco in generale insomma, quela roba che ogni 5 anni ghe toca a qualchidun (che però el se la ga zercada!). Ecco i risultati:

In primis, risulta evidente che il Sindaco di Trieste deve per forza di cose chiamarsi Roberto.

In secondis, terzis e quartis, il Sindaco di Trieste dovrà, nell'arco della sua carriera, passare per forza attraverso queste cinque fasi:

1. Fase "chi xe sto mato"
E' la fase della pre-campagna elettorale, quando ancora non si sa chi sarà il candidato a Sindaco delle varie forze politiche in gioco. Solitamente questa fase è accompagnata in città da commenti quali "Xe un pezo del'altro", "Ma cossa, quel? te prego dei", "Mai sentì, no ghe la pol far dei" e da manifesti criptici inneggianti arcani simbolismi numerici.





2. Fase "speremo ben"
Inizia con la candidatura ufficiale e la campagna elettorale. In questa fase il futuro Sindaco di Trieste è l'amico di tutti, benvoluto un po' ovunque, sulla base dei noti principi popolarnazionali "Dei che magari con sto qua xe la volta bona che le robe cambia" o "Dei che pezo de sto povero mona che gavemo desso (vedi fase 4) no el poderà far".

3. Fase "el mio Sindaco"
Il giorno della vittoria il Sindaco di Trieste è il Sindaco di tutti. Di chi lo acclama, perché sta festeggiando la vittoria, e degli altri, perché al rebechin se magna e se bevi comunque agratis.

4. Fase "povero mona"
Inizia il giorno dopo la proclamazione a Sindaco di Trieste e dura fino a fine mandato. In questa fase, il Sindaco di Trieste diventa la capra espiatrice di tutti i mali della città. Perchè? "Perchè xe za passai do giorni e ancora no el ga fato un klinz!".
Speranze di redenzione dalla fase 4? No, perché se mai ci fossero cose positive, sarebbero sicuramente merito dell'ex sindaco, passato ormai alla fase 5.

5. Fase "se stava meo co se stava pezo"
Arriva dopo la fine del mandato, quando viene eletto un nuovo Sindaco di Trieste che per forza di cose entrerà nella sua fase "povero mona", in questo modo risollevando le sorti del nostro ormai ex Sindaco, che uscirà vittorioso dalla fase 4, conquistando meriti betolistici quali "Par incredibile ma sto novo che gavemo desso el ne fa adiritura rimpianger quel altro ciò" o "Ghe ne gavemo dite de tuti i colori, però ala fine co iera quel altro se stava meo, poco de far".

Detto questo, risulta evidente da questa ricerca che il Sindaco di Trieste, per rimanere nella fase 3, la migliore, altro non deve fare che butar rebechini a nastro e po bon. Daghe dei!


lunedì 10 novembre 2014

La leonessa e la palestra

Seconda puntata della rubrica "Psicologia umana applicata alle bestiuzze", serie che ha come fine ultimo dimostrare scientificamente che l'omo xe mona. 
Ecco la storia della leonessa e della palestra.

La leonessa si svegliò, come ogni giorno.
Uscì di casa, con l'intento di puntare la solita gazzella più sbonfa della clapa. Una dura mattinata di caccia, per portare a casa da mangiare per tutti.
Sulla strada, incrociò un'altra leonessa. Questa si stupì nel vederla ancora andare a caccia.

"Ma dai", le disse, "pensavo che ormai tutte andassero a comprarsi le gazzelle già disossate alla botega magnativa degli ippopotami. Mi vuoi dire che tu cacci ancora? Fai tutta quella fatica, quelle corse?"
"Certo", rispose la leonessa, "non avrei come pagare una gazzella già cacciata e disossata, in fondo è ciò per cui siamo nate, lo facciamo da sempre".
"Ah, ma come sei retrò", apostrofò l'altra. "Io mi sto recando giusto ora al mio lavoro. Spello banane agli scimpanzè, in modo che non debbano faticare a farlo loro. Seduta, tranquilla, tutto il giorno. Niente più fatica. Con quello che guadagno, poi, la sera mi compro la mia bella gazzella già disossata dagli ippopotami e così porto a casa da mangiare per tutti. Senza fare tutte le corse che fai tu e con anche qualche soldo che mi avanza."
"E cosa fai con i soldi che ti avanzano?", chiese la leonessa, curiosa.
"Ah, sai, da quando faccio questa vita sedentaria ho messo su un po' di culone e di gambazze. E quindi, nel tempo libero che mi rimane, posso pagarmi la palestra dei fenicotteri, e guarda che silhouette invidiabile che sfoggio!"
"La palestra dei fenicotteri? Ma è lontana! Devi camminare tantissimo per arrivarci!"
"Camminare? Ma scherzi? Posso permettermi anche di prendere il giraffabus senza problemi! Se voglio camminare poi vado sul tapiro-roulant, non sono mica scema!"

La leonessa proseguì sui suoi passi. Arrivò alla pozza d'acqua e si specchiò. E vide che la sua silhouette non aveva nulla da invidiare all'altra, anzi, era ben più prestante.
Si nascose tra l'erba, paziente.
Attese l'arrivo delle gazzelle.
Tese l'agguato, le rincorse, consumando le stesse calorie che l'altra leonessa avrebbe consumato la sera, in palestra.
Catturò la gazzella più sbonfa, la portò a casa, la disossò, e se la mangiò assieme alla sua famiglia.
Nel tempo libero che le rimase, mentre l'altra leonessa era impegnata nello zumba rassodante delle zebre, lei si godette lo spettacolo comico delle iene ridens, che da sempre intrattenevano tutta la savana in cambio degli avanzi dei loro pasti. Leoni, ghepardi, gazzelle, simiete, tutti assieme attorno al fuoco, in compagnia, nell'attesa di svegliarsi e affrontare il nuovo giorno.

Morale: a volte, sovrappensiero, rischiamo di affogare nel turbine delle necessità acquisite, forse perdendo di vista le cose di cui abbiamo veramente bisogno.



sabato 25 ottobre 2014

Bora, istruzioni per l'uso

La Bora a Trieste, ecco le istruzioni international per l'uso. La versione originale no la trovemo più, la gaveva postada la Barcolana. Al Monon Behavior Research Department era stato affidato il duro compito di tradurla.
Ecco le instruction ciò!

Pupolo de Erika Ronchin
Bora: instructions for tourists and forestis 

1. If windows are scassanding themselves, it’s Bora (windows vista no val: it’s always scassated)

2. If the copps of the roofs are scassanding themselves, it’s a lot of Bora
2a. if you are in Bisiacary, a lot of Bora is Boronononona

3. If the walls have the tremaz, no: it’s a teremot

4. If you’re going out, your jumbot will not bastar

5. If you’re staying home like a pantofoler, your morepussies (piumone) will bastar

6. If it’s raining, it’s caro cogoi. Your ombrela will turn at the first refol and it will be impossible to indrizz and serar it. So you will infilate it in the first scovazon, obviously after having run behind it (the scovazon).

7. If they sold you an ombrela saying it’s anti-bora, don’t have them pel cool: they are only trying to inzinganate tourists.

8. If it isn’t raining and it’s Dark Bora (Darth Vader’s dark side of the Bora), probably it will rain. And the ombrela will go to remeng

9. If you’re a baba, don’t use tacks: up the Bora suffs more

10. If you’re mulon, don’t use the tacks (even when there’s no Bora)

11. If you’re going to Big Square (now called Unity Square), walk by the Prefetur side. The Lloyd side is for real bobe and sailors.

12. If you need to park the car, do it against Bora direction. You didn’t do it? Bravo mona. Now repair the door of the car arente yours and cazz 800 euri. If your car has 5 doors, you haven’t bugnated the car arente and the bora refol has opened decagars your front door, you bugnated also the back one. Cazz again 800 euri.

13. If you parked against Bora direction probably you will not be able to open the door, but it’s better to be incugnated in your car than cazzar 800 euri, no? Ecolo.

14. If you see a bagolant scovazzon, don’t gaver it pel cool, today is its nagana day

15. If you leave somthing out in a pergol, you’re out like a pergol. Go and find it in South West direction, probably near Stramonazz

16. If you see a camera with a operator filming, don’t pass in front of him: for experience they stay where there are refols at tradiment, and you could see yourself barcolling without molling on the seral TG1.

17. Ou, don’t go to the Saint Karl Dock (now Bold Dock).
Ou fenomeno! I’ve said: don’t go to the Saint Karl Dock (now Bold Dock)

18. The names of some Triest street are strictly related to the Bora: what are you doing today in via Windmill if you are not Don Chisciotte? And don’t say monate dei, you’re not Don Chisciotte.

19. Bagoling against Bora is an art that you learn when you are a young mocoloso. Or at least a cagainbraghe. If you have not yet imparated, caro cogoi.

20. Triestin people think that only the pampels guant themselves on the light pals.
 

Bon, e adesso non vi resta che andare a comprare l'osmiza sul mare e regalarlo a tutti!
Se no un refolo de bora ve porterà in malora! ;)

L'Osmiza sul mare lo trovate in tutte le librerie di Trieste e Bisiacaria a 10 euri.
Oppure comodamente online a questo link.
O anche in formato ebook.



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lunedì 20 ottobre 2014

L'uso del quel nel dialeto triestin

Ogi el nostro Monon Behavior Filologic Department ga deciso de aprofondir un poco el discorso sul'uso del quel, che za tempo fa, sul primo Monon Behavior, iera stado ben definido cussì:

Quelling: words substituted with “quel”.

Desso, dopo oculade osservazioni sul campo, gavemo capì che el quelling no pol esser semplificà in sta magnera, ma va ben definì e classificà, per no far casin. Se no dopo vien fora che tuto xe un quel, quando invece quel podessi no esser un quel qualsiasi.


Eco dunque i diversi gradi del Quel:

Quel di primo livello: sostituisce cose. Tipo, per esempio, "passime el quel", che pol esser un cuciar o un ciapin, per dir.

Quel di secondo livello: declinabile, per darghe più specificità. Quindi se parlerà de "quela", "quei", "queialtri", "controquei". Sostituisce cose, esattamente come il quel di primo livello.

Quel di terzo livello: sostituisce verbi. Oviamente xe declinabile. Tipo, per esempio, "ogi go voia de quelar un pomo", "ierimo là che quelavimo la rioda sbusada...", "quelime el quel per piacer".

Quel di quarto livello: sostituisce nomi di persona. Tipo "ierimo mi, Toio, Quel, Gianni".

Tuti i triestini, oviamente, capissi subito la parola nascosta drio un quel. Però esisti ancora un livel, l'ultimo, quel che solo i veri pol comprender e aprezar fin in fondo. Quel che xe l'emblema del'animo scazà del triestin. Lui:

Quel di quinto livello Super Sayan: sostituisce intere frasi. Per bon. Giuro, Tipo, per esempio, "Ciò insoma ierimo in ferie, alora semo partidi, semo rivai a Rovigno e là solito... te magni... te ciapi sol... e quel, e dopo do setimane semo tornai indrio.". Fazemo notar che questo Quel, che solo el vero triestin pol comprender in tuta la sua potenza, riassumi due setimane de vacanze a Rovigno in una parola sola.
Top.

E voi dirè:
Sì, ma invece de scriver tuta sta papardela, no bastava riassumerla con un bel "Quel"?
Gavè ragion. Bravi. Gavè apena ragiunto el Quinto Livello Super Sayan de consapevolezza del Quel.
Respect.

E bon, gnente. A proposito de quel, ricordeve che xe in libreria QUEL belissimo libro. Qual? QUel che parla del quel. Qual quel? Per scoprirlo basta strucar su quel link ------> QUEL LIBRO
E per restar agiornado cole monade, iscrivite ala monadesletter:


venerdì 17 ottobre 2014

X factor: il pensiero di Morgan sugli Spritz for five

X Factor, Home visit. Ecco il vero pensiero di Morgan sugli Spritz For Five.
La mimica e la gestualità di Morgan non lasciano dubbi.


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martedì 7 ottobre 2014

Care segnalazioni: Trieste satanista

Segnalazione sulla Trieste occulta, tema caro anche alla sempre mitica Franca C. Porfirio, che aveva portato alla ribalta il tema del Castello di Boranera.

Care segnalazioni, la rubrica con le segnalazioni più cool di Trieste.

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