sabato 12 dicembre 2015

Santa Lucia

Carte del frico, approfondimento culturale numero 8/82.

SANTA LUCIA


Pupolo di Erika Ronchin

Santa Lucia, fu una martire cristiana, morta il 13 dicembre 304 durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa.
Ancora ragazzina, Lucia era promessa sposa a un giovane pagano.
Sua mamma inizia a stare male e soffre di gravi emorragie. Lucia la convince a recarsi in pellegrinaggio a Catania presso la tomba di Sant’Agata, in occasione dell’anniversario del suo martirio per chiedere la grazia della guarigione. Dopo la messa, Lucia si addormenta e in sogno le appare Sant’Agata che le promette la guarigione della madre e le anticipa che diventerà santa.
Subito la madre ritornò a stare bene.
Supportata da questo miracolo e dalle parole della Santa, Lucia tornata a Siracusa comunica alla madre che non vuole sposarsi e che la sua intenzione era quella di aiutare i poveri della città, donando loro tutto quello che possedeva.
La notizia arriva alle orecchie del pretendente di Lucia che preso dall’ira, avendo scoperto la sua fede cristiana, la denuncia all’arconte di Siracusa (Pascasio) che subito la fa arrestare.
Durante il processo, Pascasio cerca di convincere Lucia a rinnegare la sua fede e a compiere sacrifici in onore degli dei romani, lei però non cede. Alterato dalle sue risposte, ordina che sia portata in un “luogo infame, dove sarai costretta al disonore” (postribolo), ma quando i soldati tentano di spostarla, Lucia miracolosamente diventa irremovibile.
Pascasio pensa che Lucia sia una strega per questo ordina che sia cosparsa di urina e di riprovare a muoverla usando dei buoi. Ma gli animali non riescono a spostarla.
L’arconte, infuriato, ordina che venga bruciata. Cosparsa di pece e olio, il corpo di Lucia viene avvolto dalle fiamme, ma non brucia.
Alla fine Lucia fu decapitata con un colpo di spada. Si narra anche che le furono strappati gli occhi, per questo lei divenne protettrice della vista, anche se non ci sono fonti ufficiali su questo gesto terribile. L’emblema degli occhi sulla coppa, o sul piatto, è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia, da Lux, che vuol dire “luce”.
[fonte: si24.it/]

Ogni 13 dicembre, in Friuli, Santa Lucia porta i regali ai bambini buoni.


Nel gioco FRICO la carta Santa Lucia è una delle prime due carte extra speciali.
Si trova in tutte le librerie e negozi più bobe della regione, assieme alla carta triestina San Nicolò.
Porta in dono la possibilità di utilizzare per una volta in qualunque momento durante il proprio turno di gioco il cannone bisiaco, sparando a qualunque territorio avversario, capitali incluse..


P.S. Il FRIKO in versione limitata (con la K + borsina + gioco + saranno presenti anche gli autori:
carte nuove di San Nicolò e Santa Lucia + 6 sottobicchieri + adesivo del can de Trieste) potete trovarlo in queste date, dove

  • domenica 18 dicembre 2016 dalle 10.30 alle 18 al mercatino Barbacan Produce, in piazzetta Barbacan a Trieste.
Vi aspettiamo!

P.P.S. FRICO si può acquistare anche online, comodamente da questo link!


martedì 8 dicembre 2015

Appuntamenti di dicembre

Ecco gli appuntamenti di dicembre dove trovare il FRICO in versione natalizia, con la borsina speciale contentente il gioco, le carte nuove San Nicolò e Santa Lucia, 12 sottobicchieri triestini e friulani e un adesivo del can de Trieste:

  • Venerdì 11 dicembre alle 18.30 presso Unsaccomoras in Via Felice Venezian 13, a Trieste. Presenteremo il FRICO e anche il KICIOK col suo autore Marco Englaro. E poi ci sono tutti i prodotti del Molino Moras, imperdibili!
  • Venerdì 18 dicembre dalle 18 circa al Caffè San Marco a Cividale, alla finalissima di Man vs Frico (chi magna per primo un chilo e mezo de frico!) con gli amici dell'Osteria alla Terrazza di Cividale.
  • Domenica 20 dicembre dalle 10 circa per il mercatino Barbacan Produce, in Piazzetta Barbacan a Trieste, assieme a tanti espositori e con un altro mercatino (del Tetris) a due passi. 
Passate a trovarci!



domenica 6 dicembre 2015

San Nicolò

Carte del frico, approfondimento culturale numero 7/82.

SAN NICOLO'


Pupolo di Erika Ronchin



San Nicolò, anche conosciuto come San Nicola di Bari (Patara di Licia, 270 circa – Myra, 6 dicembre 343), fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città che si trova nell'attuale Turchia.
San Nicola è ritenuto un santo benefattore e protettore, specialmente dei bambini.
La sua figura ha inoltre dato origine al mito di Santa Claus, Babbo Natale.

Ogni 6 dicembre, a Trieste, San Nicolò porta i regali ai bambini buoni, che in cambio gli lasciano sul tavolo un bicchiere di latte e biscotti o mandarini.
Ai bambini cattivi San Nicolò porta invece carbone.

Alla Ferriera, cattivissima, San Nicolò porta anche carbone, solo che el fa casin perchè alla Ferriera il carbone piace e allora in pieno spirito magnanimo natalizio lo condivide per tutto l'anno con i propri concittadini, che zigheranno "Ahia!" perchè a lori invece il carbone ghe fa mal, solo che i fa casin perchè invece cussì par che tuti quei che ziga i vol darghe l'Aia, l'Autorizzazione a Impatar l'Ambiente, e infati i ghe la ga dada. Amen.

Il Monon Behavior Research Department ha inoltre pubblicato recentemente un importante studio scientifico per determinare chi tra San Nicolò e Babbo Natale porti realmente i regali ai bambini triestini.

Nel gioco FRICO la carta San Nicolò è una delle prime due carte extra speciali.
Si trova in tutte le librerie e negozi più bobe della regione, assieme alla carta friulana Santa Lucia.
Porta in dono la possibilità di utilizzare per una volta in qualunque momento durante il proprio turno di gioco il cannone bisiaco, sparando a qualunque territorio avversario, capitali incluse..

P.S. Il FRICO in versione natalizia (borsina + gioco + carte nuove di San Nicolò e Santa Lucia + 12 sottobicchieri + adesivo del can de Trieste) potete trovarlo in queste date, dove saranno presenti anche gli autori:

  • venerdì 11 dicembre alle 18.30 a Unsaccomoras in via Felice Venezian 13 a Trieste.
  • venerdì 18 dicembre dalle 18.00 alla finale di MAN vs FRICO al caffè San Marco di Cividale.
  • domenica 20 tutto il giorno al mercatino Barbacan Produce, in piazzetta Barbacan a Trieste.
Vi aspettiamo!

P.P.S. FRICO da oggi si può acquistare anche online, comodamente da questo link!



sabato 5 dicembre 2015

I Krampus

Carte del frico, approfondimento culturale numero 6/82.

I KRAMPUS


Pupolo di Erika Ronchin

I krampus sono diavoli travestiti che accompagnano San Nicolò.
La leggenda vuole che, tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei paesi di montagna, travestiti con pellicce e corna di animali, terrorizzassero e derubassero i villaggi vicini per fare provviste per l'inverno.
Tra loro si nascose il diavolo, riconoscibile solo dalle zampe a forma di zoccolo di capra, poi sconfitto dal vescovo Nicolò.
Da allora i giovani sfilano lungo le strade dei paesi non più a depredare, ma a portare doni e “picchiare i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

Ogni 5 dicembre, a Tarvisio, si svolge la festa di San Nicolò e dei Krampus, che escono dal bosco per far durare le rincorse e gli inseguimenti anche per ore, mentre San Nicolò interroga i bambini.

Ecco un bel video che rende l'atmosfera.




Nel gioco FRICO la carta Krampus dona un bonus +1 in attacco a chi la utilizza, in quanto i diavoli picchiatori si scatenano contro l'avversario.

P.S. Il FRICO in versione natalizia (borsina + gioco + carte nuove di San Nicolò e Santa Lucia + 12 sottobicchieri + adesivo del can de Trieste) potete trovarlo in queste date, dove saranno presenti anche gli autori:

  • venerdì 11 dicembre alle 18.30 a Unsaccomoras in via Felice Venezian 13 a Trieste.
  • venerdì 18 dicembre dalle 18.00 alla finale di MAN vs FRICO al caffè San Marco di Cividale.
  • domenica 20 tutto il giorno al mercatino Barbacan Produce, in piazzetta Barbacan a Trieste.
Vi aspettiamo!

P.P.S. FRICO da oggi si può acquistare anche online, comodamente da questo link!




giovedì 26 novembre 2015

Il Cjalcjut

Carte del frico, approfondimento culturale numero 5/82.

IL CJALCJUT


Pupolo di Erika Ronchin


Il cjalcjut è uno spiritello
 della tradizione carnica, che durante la notte si siede sullo stomaco dei dormienti impedendo la respirazione. La vittima, al risveglio, sarà di cattivo umore a causa del sonno difficile.
Il Cjalcjut può assumere diverse dorme, tra cui umane e bestiali, tanto che spesso viene rappresentato come un gatto nero.

Per evitare l'ingresso nelle case del Cjalcjut, si ricorreva a mele cotogne o melograni o corone di aglio o di erbe e fiori nei cassetti, oppure si sovrapponevano in croce, a tre a tre e per tre sere consecutive, dei pezzetti di spago che poi venivano bruciati al mattino.

Il Cjalcjut è presente anche nella tradizione triestina con il nome di Cinciut. Ma coss'te ga el cinciut?

Nel gioco FRICO la carta Cjalcjut tormenta gli avversari, donando un bonus +1 in difesa a chi la utilizza. Può tuttavia essere annullata dalle carte triestine nero e capo in b, per gli ovvi effetti eccitanti del caffè.




P.S. Sono arrivate le nuove carte di FRICO! San Nicolò e Santa Lucia! Le trovi nelle librerie e negozi più bobe della regione!

lunedì 16 novembre 2015

FRICO: ecco le nuove carte!

Pronte! Le prime due carte speciali di FRICO sono San Nicolò e Santa Lucia, i santi che portano i doni rispettivamente ai bambini triestini e friulani il 6 e il 13 dicembre.

Dove si potranno trovare?
Gli autori del gioco Diego Manna e Erika Ronchin saranno presenti il 20-21-22 novembre alla Fiera del Libro di Trieste presso il centro commerciale Montedoro dalle 10.00 alle 19.00, nonchè il 21-22 novembre (no i xe ubiqui, i farà i turni!) dalle 10.00 alle 20.00 (sabato fino alle 23!) a Fumetti per Gioco, presso il Palazzetto dello sport di Chiarbola a Trieste.

Cosa fanno le carte nuove? 
La felicità dei bimbi! Sono carte speciali uniche nel gioco, permettono, in un qualunque momento del proprio turno, di fare un tiro con il cannone bisiaco, anche contro le capitali avversarie!

Ma le carte non sono l'unica novità!
Alle fiere sarà possibile acquistare il pacchetto speciale natalizio di FRICO, con dentro il gioco, le 2 carte nuove, 12 sottobicchieri triestini e friulani e un adesivo del can de Trieste, il tutto per 25 euro.

Orca, e chi non riesce a venire alle fiere?
Saremo presenti anche in altre occasioni in dicembre, e le carte nuove saranno comunque distribuite anche nei soliti punti vendita, librerie e negozi di giochi più bobe della regione!





lunedì 2 novembre 2015

San Giusto, patrono di Trieste

Carte del frico, approfondimento culturale numero 4/82.

SAN GIUSTO 

Pupolo di Erika Ronchin

San Giusto è’ il santo patrono di Trieste, celebrato il 3 novembre, morto martire nell’anno 303.
Noto per le sue opere ed elemosine, fu denunciato di empietà.
Giusto fu convocato dal magistrato ed invitato a fare un sacrificio agli dei romani, cosa che rifiutò per due volte. Venne quindi fustigato e condannato alla morte per annegamento nelle acque del golfo di Trieste al largo dell'odierno promontorio di Sant'Andrea.
 Il corpo di Giusto, inspiegabilmente sciolto dalle corde e dai pesi di cui era stato gravato, fu portato dalle onde sull'odierna Riva Grumula.

 Dalla sua storia ha origine il famoso detto “Giusto iera un e anche quel i lo ga negà”, che si usa per rispondere alle proteste dei bambini "No xe giusto!".

A lui è dedicata anche una nota canzone popolare:

CANTA SAN GIUSTO
[Parole di Ernesto Zollia Musica di Guido Natti] 

I veci brontola Che i tempi xe cambiai. 
 No xe più maschere, No xe più carnevai, 
 E come in tempi andai Sta nostra gioventù 
 No se diverti e non la canta più. 

 Se adesso I giovani Xe mati drio el balon. 
 Se fin le suocere Se ga tajà el cocon, 
 Se dura sta passion Pel jazz e pel simì, 
 El nostro canto dunque xe finì! 

 Canta San Giusto dal suo campanil 
 L'eterno canto che toca ogni cuor 
 Trieste tuta xe un canto gentil 
 Che ghe somiglia al profumo de un fior 

 Canta la Bora, le onde del mar 
 E le sirene che ciama al lavor, 
Una canzon che nissun sa cantar 
 Trieste tuta xe un canto de amor!

Nel gioco FRICO la carta San Giusto permette di aggiungere 5 armate in rinforzo o di avere un bonus +1 in attacco o in difesa nel lancio del dado. +2 se giocata nel rione di San Giusto.


 

sabato 31 ottobre 2015

I dieci comandamenti, triestin version

solito pupolo che no centra 'ssai coi
dieci comandamenti ma fa rider.
I dieci comandamenti sono finalmente stati tradotti anche nelle lingue e nei dialetti minori, in modo che tuti possi capir ben.
Ecco l'egregio lavoro linguistico culturale georeferenziatorio svolto da Rude Tergeste.

I Diese Comandamenti:
  1. No stà gaver altri dii oltre che mi. Se no te speto fora.
  2. No stà adorar i pupoti, no te ga più tre ani.
  3. No stà ciamarme co magno o co dormo.
  4. Onora le feste se no te va lavorar. Muss.
  5. Onora tu mare e tu pare se no co i mori no te bechi un.
  6. No stà far longhi. Te finissi o a Catinara o in Coroneo.
  7. No stà far el mona co le babe dei soci tui.
  8. No stà rubar, gnanca ai altri ghe vanza. Fora che ai furlani.
  9. No stà parlar cazade.
  10. No star a desiderar le robe dei altri, lori le ga e comunque i xe stronsi come ti.



giovedì 29 ottobre 2015

Anche le formiche nel loro piccolo no ga voia de far un cazzo

Sfatato il mito delle formiche operose come furlane.
Sembra siano in realtà più triestine fancazziste.
Ecco l'importantissimo studio scientifico che lo dimostra:




In pratica ci sarebbero proprio delle formiche operaie specializzate in fancazzismo.
Non possiamo ovviamente sottovalutare l'importanza di questa scoperta che, se confermata, rivoluzionerà il mercato del lavoro.
Per questo abbiamo già aperto una nuova specializzazione nella nostra Università delle nagane, l'indirizzo fancazzista.
Iscrizione automatica per tutti quelli che no ga cazzi de far la richiesta d'iscrizione.

Tuttavia, forse semplicemente gli autori si sono imbattuti in una specie già segnalata dal nostro Zooillogic Department nel Tre Volte Monon Behavior, la formiagola (Formica fusca canterina, Doremi), che illustriamo nuovamente perchè qua nissun ne ga pel cul e dopo pensa de gaver scoperto la merica o la tomica.

Formiagola
Formica fusca canterina Doremi  


Pupolo de Erika Ronchin

The formiagola is a very particular white formigola, characterized by the fact that she doesn't like to work, but she prefers to sing like the ceecala.
Unfortunately, the formiagola is very stonated and emits a verse very similar to the worst miagoly of the world, and this is the origin of her name.
This species is originary from Friul, where all the formigoles are the top of the top of the working heroes, and there is even an annual working championship between different colonies to establish which colony is the best worker of the year. The winner colony will have a new space to colonize, so they will be able to work more and be happy. In the last two edictions of the championship, the new colonizable space was a piece of cement, so the job was even more difficult and the formigole even more happy.
However, the formiagola is different and have rebelled from this system.
Many zoologists think that the formiagola evolved from an ancient black formigola. A day, while drinking a taj di tocai (now called friulano), a lanfur rovesciated accidentally some wine over the colony of this formigola. The queen, instantaneously imbriagated, began to fecundate the eggs with the wine, and a lot of small bevandelous formiagole were generated, with the same colour of the tocai, and began to sing all together.

E sempre a riguardo del fancazzismo, ricordiamo anche l'importante articolo che dimostra che le aziende (comparabili a formicai) funzionano meglio promuovendo i propri dipendenti alla cazzo.

Monon Behavior in the world. La rubrica dedicata ai più importanti studi scientifici VERI che ci hanno praticamente rubato. Maledeti ciò.



martedì 27 ottobre 2015

Il Plevan di Malborghet

Carte del frico, approfondimento culturale numero 3/82.


IL PLEVAN DI MALBORGHET


Pupolo de Erika Ronchin

Il parroco di Malborghetto, protagonista di una nota canzone popolare e promotore di efficaci metodi contraccettivi.





E il plevan di Malborghet al è stât tre dîs in tal liet cun la massarie
che par no lassale plene lui le à rot il fîl de schene cun la manarie
La masarie dal plevan e ha sclipat el capelan par fa la scuete
Je me ha dit che ha biei voi ma son come doi pedoi a tor pa muse
Je me ha dit che ha un biel nas ma al è grand come il garage dall’automobil
Je me ha dit che ha bielis tetis ma son come le sachetis de ghiachete
Je me ha dit che ha un biel cul ma al è grand come un baul plen di varuscli
Je me ha dit che ha un biel liet quatri breis e un cavalet e duarm par tiare
Se tu sintis quan che pisse je le molle fisse fisse par tempieste
Je me ha dit che ha un biel tai ma al promete e no da mai
e che s’al tegni
Traduzione:
Il parroco di Malborghetto è stato 3 giorni a letto con la massaia
e per non lasciarla incinta gli ha rotto la colonna vertebrale con la mannaia.
La massaia del parroco ha munto il sacrestano facendo la ricotta
Lei mi ha detto che ha begli occhi ma sono come due pidocchi in giro per la faccia.
Lei mi ha detto che ha un bel naso ma è grande come il garage dell'automobile.
Lei mi ha detto che ha belle tette ma sono come le tasche della giacca.
Lei mi ha detto che ha un bel culo ma è come un baule pieno di varicella.
Lei mi ha detto che ha un bel letto, 4 tavole e un cavalletto, e dorme per terra.
Se tu senti quando piscia, lei la molla fissa fissa, sembra tempesta.
Lei mi ha detto che ha un bel taglio, me lo promette non me lo da mai, e che se lo tenga!

Nel gioco FRICO, questa carta permette di convertire le armate avversarie facendole diventare tue. Ma se esce uno al dado, il Plevan è impegnato con la massaia e la carta non funzionerà.



giovedì 22 ottobre 2015

Gender. Online il programma ministeriale

Oh là, finalmente ecco qua il programma ministeriale della nuova materia insegnata a scuola, il famoso Gender.
2 ore settimanali nei primi due ani di scuola elementare, per poi salire a 5 dal terzo ano in poi.

Il Ministero dell'istruzione e il Ministro delle pari opportunità sono ancora indecisi sull'articolo da utilizzare (il gender o la gender). L'utilizzo di uno dei due sembra in evidente contrasto con la disciplina d'insegnamento e andrebbe a rappresentare una discriminazione sessuale nei confronti dell'altro/a. Perciò in questo testo utilizzeremo il nuovo articolo gender "ila", che presto soppianterà le vetuste abitudini eterolinguistiche.

Questi gli argomenti affrontati nel lungo pi ano di studi.

  1. Analisi storico-linguistica dela gender: da analfabeta ad analogico, come mai "anal" è la radice di così tante parole? 
  2. Filosofia antica Gender: gli insegnamenti di Analssimene e Analssimandro, muleti di Mileto dimenticati dagli studi classici.
  3. Matematica Gender: le affascinanti proprietà del \pi/2
  4. Ila Gender nelle specie animali: praticantato tra i bonobo (Pan paniscusSchwarz).
  5. Favole Gender: la lepre e la tartarughina, il lupo e la pecorina. Interverrà l'Orsetto Ricchione.
  6. Ila Gender al cinema: l'evoluzione della famiglia tradizionale dai Robinson a Batman e Robin.
  7. Musica Gender: analisi dei testi dei Cugini di Campagna, Renato Zero e Village People, dal triangolo no a Macho Man
  8. Arte Gender: il periodo culista di Pablo Picazzo.
  9. Alimentazione Gender: la dieta anal, anallergica e analcolica.
  10. Viaggio distruzione: visita guidata alla Jotassassina.


martedì 20 ottobre 2015

I cinghiali triestini

Carte del frico, approfondimento culturale numero 2.

EL CINGHIAL


Pupolo oviamente de Erika Ronchin


Il cinghiale, animale sempre più presente nelle vite e nell'immaginario dei triestini.
Dopo l'incontrastato dominio dei gatti del millennio scorso, che ha portato alla nascita della figura mitologica della gattara, la Guerra per la Supremazia Urbana delle Bestiuzze ha visto il succedersi di diverse dinastie di regnanti:

  • i colombi
  • le pantigane (accasatesi poi in quel di Barcola)
  • i cocai (di cui parleremo in seguito)
  • le cornace
  • i lupi (timido tentativo a Basovizza, ma subito richiamati all'ordine)
  • i cinghiali, che le cronache danno come favoriti nella scalata al potere, anche grazie alla mutazione delle gattare in cinghialare. Sempre più disinibiti, è cronaca di oggi addirittura la visita di un cinghiale in edicola a Borgo:

Foto originale scattata da Katja Volk.

Come finirà la UBSW (Urban Bestiuze Supremacy War)?
Non si sa.
Quel che è certo è cosa faranno i gatti:



mercoledì 14 ottobre 2015

La pioggia friulana

Inizia oggi una serie di approfondimenti dedicati alle 80 carte culturali di FRICO.

Ecco la prima. Vista la giornata, si parla di pioggia!

Pupolo di Erika Ronchin
Ploie.
La pioggia, elemento costante nella vita dei friulani. L'orografia della regione la rende uno dei luoghi più piovosi d'Europa.
E infatti, i friulani hanno 1000 modi di dire pioggia: 

  • breve pioggia, spac di ploie
  • grande pioggia, montanade o ancje montane
  • pioggia dirotta, sglavin o ancje sglavinade
  • pioggia di traverso, ploie di stravint
  • pioggia fitta, ploiam
  • pioggia impetuosa, scravaç
  • pioggia minuta, sbivicje
  • pioggia sottile, plovisine
  • pioggia calda e leggera, aurin
  • pioggia a catinelle, ploie a selis o ancje sglavin
  • pioggia a cateratte, ploie a cîl viert
  • pioggia di breve durata, une passade di ploie
  • uno scroscio di pioggia, un scjas di ploie 
Un sentito grazie ai Felici Ma Furlans che ci insegnano queste perle di friulanità.



venerdì 9 ottobre 2015

Barcolana, e Trieste diventa friulana

Tempo di Barcolana, tempo di polemiche sulla furlanità di Trieste.
Ecco una perla!
E ricordiamo che in porto vecchio c'è la Littorina di Cividale e non il tram de Opcina.
Ocio che riva l'avanguardia delle invasioni furlaniche!


 



P.s. da ieri il nostro ultimo libro Zinque bici e un amaro Montenegro è disponibile nelle librerie di Trieste. 
La storia di cinque ciclomononi da Trieste a Cattaro, persi tra bici, bire, mine, mine, imbucamenti in feste con duecento babe, carnazza, pez, istrianità, amari montenegri e filosofia for dummies.
Correte a ciorlo! :)





sabato 3 ottobre 2015

El gato no ga scientificamente pel cul

Dopo lo studio sulle affinità tra gatti e triestini, si torna a parlare di felini.
Ecco finalmente un importante papero scientifico che dimostra senza ombra di dubbio che i gati no ga pel cul.



Riassumendo, i due studiosi hanno utilizzato il test Ainsworth Strange Situation Test (SST), ovvero mettere gatto e padrone in una stanza nuova e confrontarlo con la stessa situazione ma con gatto e uno sconosciuto. Dopo 17 pagine di studio che trovate qua, il risultato è che:
el gato no ga pel cul nissun.

Il nostro Gatare Department sta tuttavia rielaborando lo studio per valutare l'applicazione ai gatti triestini. Verrà quindi utilizzata una variante del test, il Vicentin Longhi Situation Test (LST), in cui lo sconosciuto sarà un vicentino, per valutare se il gatto se caga in tele braghe o se no ga pel cul uguale.

Gatto condito secondo antica ricetta vicentina. No el ga comunque pel cul.

Monon Behavior in the world. La rubrica dedicata ai più importanti studi scientifici VERI che ci hanno praticamente rubato. Maledeti ciò.


I NOSTRI LIBRI E GIOCHI:


venerdì 2 ottobre 2015

Care segnalazioni: i ne ga rubà el meteo

Tuto i ne porta via. Anche el meteo, maledeti.
Ma chi? i furlani, chiaro!
Per fortuna questa segnalazione ci mette all'erta, prima che ci portino via anche altro!